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Paltrinieri non finisce più: argento nella 5 km di fondo. Acerenza quarto

Al Lago Lupa altra medaglia per super Greg, battuto solo dal tedesco Wellbrock. L’ucraino Miranchuk toglie il podio all’altro azzurro

Dal nostro inviato Stefano Arcobelli @sarcobelli

Non è mai finita la fame di medaglie di Gregorio Paltrinieri. Dopo lo straordinario oro in vasca nei 1500 e il giorno dopo il bronzo nella 4×1500 super Greg mette in tasca l’argento nella 5 km di fondo. Una lunga battaglia per la vittoria con il tedesco Wellbrock, che ha penato non poco per respingere l’assalto finale dell’azzurro. Podio sfiorato per l’altro italiano Domenico Acerenza, quarto dietro l’ucraino Miranchuk. È la sedicesima medaglia della spedizione azzurra ai Mondiali di Budapest, dopo le 9 in corsia (5-2-2), le 5 nel nuoto artistico (2-1-2) e le due in acque libere (0-1-1). Alle 12 la 5 km femminile.

Che gara!

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Il panzer Florian Wellbrock dunque batte Greg, ma che spettacolo nel Lupa Lake per la 5 km mondiale, ovvero la gara in cui il fondo ha cominciato ad evolversi dopo il pionierismo degli anni novanta. L’Italia si presenta con due ori di Luca Baldini nel 2001-2002, l’argento di Stefano Rubaudo a Sharm El Sheick (ora è coordinatore tecnico azzurro, l’uomo-tutto), e di Mario Sanzullo proprio a Budapest 2017 (ma nel lago Balaton), e sei bronzi da Simone Ercoli a Matteo Furlan. Sono 63 i partenti, ci sono tutti gli avversari di Greg in piscina. L’ucraino Romanchuk è il più attivo nel primo giro, Gregorio sta coperto a 10”. Ma non resiste tanto a stare dietro: ai 2.4 km accentua le frequenze e controlla davanti la concorrenza lasciandola a 10”, nel gruppo che fa l’andatura c’è anche Domenico Acerenza, che si allena a Roma con l’olimpionico. Mimmo è sesto, nella bagarre. Al passaggio dei 3.2 km, Paltrinieri è marcato da Wellbrock a 1”1, Romanchuk è terzo, Acerenza quarto e si inserisce anche il francese Marc Antoine Olivier, che ogni tanto si allena col gruppo di Fabrizio Antonelli. Ai 3.7 km e quaranta minuti di bracciate il tedesco accumula 4” su Greg, Romanchuk 8” e Acerenza 9”. A 800 metri dall’arrivo, le posizioni sembrano delineate ma i colpi di scena non esclusi. Il tedesco respinge l’assalto di un Greg che ricorre a tutte le energie pur di sorpassare il tedesco, campione olimpico della 10 km e con Greg di bronzo a Tokyo. Greg alza la testa dall’acqua sperando in un cedimento del tedesco che aumenta il ritmo di gambe e va a toccare primo in 52’48”8, Greg è d’argento a 3”9, Romanchuk di bronzo a 25”1 e Acerenza di legno a 33”8.

“E ora la 10 km!”

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Come detto, Paltrinieri ha ancora fame: “In acque libere faccio una fatica pazzesca con Wellbrock. Lui si spostava continuamente e parava i miei tentativi, ma siamo andati sempre fortissimo, per tutti i 5 chilometri. Abbiamo fatto presto selezione lì in mezzo. Che battaglia alla fine… Peccato per l’oro, ma è un grande argento. C’erano davvero tutti i migliori in gara, è un gran bell’argento. Non c’è tregua, non è facile, la stanchezza si fa sentire. Come faccio a gareggiare così tanto? Mi alleno tantissimo per essere competitivo in tutto. Ed è così, dagli 800 alla 10 km, già la 10 km: domani un giorno di riposo e poi siamo qua”.

Acerenza è distrutto e solo ammirato, niente recriminazioni per la medaglia di legno: “Ci ho messo tutto, ma con tre che vanno a quel ritmo dall’inizio ditemi voi cosa potevo fare di più. Ho spinto tutta la gara, è pazzesco fare 5 km così. Comunque sono riuscito a restare a contatto con quei tre mostri. A fine gara ho due gambe che sono due pali tanto sono dure, ho crampi dappertutto, ma sono soddisfatto. Di più proprio non potevo fare”.

Source: gazzetta.it