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I dati della settimana, il Covid torna a correre. Allerta ricoveri in Sicilia e in Valle D’Aosta

Torna a correre il Covid. E torna ad aumentare l’Rt (0,83) che supera la soglia epidemica. Anche l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è in aumento. “Sale l’incidenza settimanale a livello nazionale: 310 casi ogni 100mila abitanti (10-16 giugno) contro 222 ogni 100.000 abitanti (3-9 giugno)”. Lo rilevano i dati principali del monitoraggio della Cabina di regia Istituto superiore di sanità (Iss) e ministero della Salute.

Una sola regione è classificata a rischio basso. Sono 14 le regioni classificate a rischio moderato ai sensi del dm del 30 aprile 2020. Sono 6 classificate a rischio alto per la presenza di molteplici allerte di resilienza.

Due Regioni sopra soglia allerta 15% per reparti

Due Regioni tornano questa settimana a superare la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti ospedalieri ordinari da parte di malati Covid. Sono la Sicilia, al 15,5%, e la Valle d’Aosta al 15,3%. Anche l’incidenza dei casi Covid su 100mila abitanti questa settimana è tornata salire, fissandosi a 222. Le incidenze più elevate si registrano in Sardegna, dove il valore è schizzato a 448,6 casi per 100mila abitanti, e Lazio dove il valore tocca 406,7.

Giù intensive ma lieve salita ricoveri reparti

Il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 1,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 16 giugno) vs il 2,0% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 09 giugno). E’ quanto emerge dai dati del monitoraggio settimanale della cabina di regia, diffusi dall’Iss. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 6,7% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 16 giugno) vs 6,6% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 9 giugno).

In aumento i casi rilevati per sintomo

La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (10% vs 10% la scorsa settimana). In aumento la percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (44% vs 42%), mentre diminuisce la percentuale dei casi diagnosticati attraverso attività di screening (47% vs 49%).